La mostra alla Galleria Carla Sozzani si concentra su una scelta di fotografie di quattro artisti. Tre donne, Anita Dube e Sheba Chhachhi di New Delhi, Pushpamala N. di Bangalore e il fotografo Prabuddha Dasgupta, che vive fra Goa e New Delhi
Mentre ogni singolo progetto ha un carattere indipendente, racconta universi distinti con finalità e tecniche differenti, la mostra è attraversata da uno spirito comune a tutte le opere, che evidenziano un confronto sulla relazione fra tradizione e modernità. Ritroviamo in molte delle fotografie citazioni, interpretazioni e rivisitazioni di cliché estetici, sociali, religiosi e politici appartenenti all’immaginario indiano più diffuso.
Indian Photography, four voices propone inoltre diversi usi e tendenze della fotografia contemporanea con opere legate alla tradizione: giornalistica (Sheba Chhachhi), ritrattistica in b/n (Prabuddha Dasgupta), dell’autoritratto come messa in scena di determinati stereotipi (Pushpamala N.) e dell’utilizzo del mezzo fotografico per la documentazione di una performance (Anita Dube).
Ne risulta una mostra articolata che evidenzia alcune dominanti comuni nella variegata creazione indiana e i diversi usi della fotografia che sono oggi diffusi nelle pratiche artistiche. La relazione fra diversità e similitudini dei singoli progetti permette allo spettatore di intuire la ricchezza della scena indiana contemporanea.
2 giugno 2007 – 29 luglio 2007
La mostra alla Galleria Carla Sozzani si concentra su una scelta di fotografie di quattro artisti. Tre donne, Anita Dube e Sheba Chhachhi di New Delhi, Pushpamala N. di Bangalore e il fotografo Prabuddha Dasgupta, che vive fra Goa e New Delhi
Mentre ogni singolo progetto ha un carattere indipendente, racconta universi distinti con finalità e tecniche differenti, la mostra è attraversata da uno spirito comune a tutte le opere, che evidenziano un confronto sulla relazione fra tradizione e modernità. Ritroviamo in molte delle fotografie citazioni, interpretazioni e rivisitazioni di cliché estetici, sociali, religiosi e politici appartenenti all’immaginario indiano più diffuso.
Indian Photography, four voices propone inoltre diversi usi e tendenze della fotografia contemporanea con opere legate alla tradizione: giornalistica (Sheba Chhachhi), ritrattistica in b/n (Prabuddha Dasgupta), dell’autoritratto come messa in scena di determinati stereotipi (Pushpamala N.) e dell’utilizzo del mezzo fotografico per la documentazione di una performance (Anita Dube).
Ne risulta una mostra articolata che evidenzia alcune dominanti comuni nella variegata creazione indiana e i diversi usi della fotografia che sono oggi diffusi nelle pratiche artistiche. La relazione fra diversità e similitudini dei singoli progetti permette allo spettatore di intuire la ricchezza della scena indiana contemporanea.