In mostra circa 60 immagini.
Autore notissimo a livello internazionale, Franco Fontana riserva sorprese.
Non sono inediti, recuperati fra le riprese scartate da tanto tempo, proprio per non buttarle via. Per alcuni autori, un vezzo abusato e consueto, quello dei ‘fondi di cassetto’, per tentare di rinverdire una fama fossilizzata da anni sempre sulle solite immagini.
La mostra, anzi, ripropone lavori di Fontana fra i più celebrati, però è studiata con l’ambizione di riflettere sul ‘già noto’, per scoprire nuove chiavi di lettura e riscattare dalla superficiale osservazione alcune immagini, ingiustamente, tenute in disparte.
Un’antologica inconsueta. Il percorso creativo e la maturazione rappresentativa dell’autore vengono cadenzati da una linea che segue la rarefazione dei segni.
Fontana è un autentico maestro nel saper estrapolare dalla confusa percezione oggettuale quei dettagli che, isolati dal contesto, assumono significati diversi.
Spesso di un surrealismo difficile da individuare tanto è giocato su relazioni sottili, le sue immagini colgono impercettibili scarti del reale, non conclamate destabilizzazioni, ma insinuanti interrogativi su ciò che davvero assorbiamo nella memoria visiva.
4 settembre 2002 – 22 settembre 2002
In mostra circa 60 immagini.
Autore notissimo a livello internazionale, Franco Fontana riserva sorprese.
Non sono inediti, recuperati fra le riprese scartate da tanto tempo, proprio per non buttarle via. Per alcuni autori, un vezzo abusato e consueto, quello dei ‘fondi di cassetto’, per tentare di rinverdire una fama fossilizzata da anni sempre sulle solite immagini.
La mostra, anzi, ripropone lavori di Fontana fra i più celebrati, però è studiata con l’ambizione di riflettere sul ‘già noto’, per scoprire nuove chiavi di lettura e riscattare dalla superficiale osservazione alcune immagini, ingiustamente, tenute in disparte.
Un’antologica inconsueta. Il percorso creativo e la maturazione rappresentativa dell’autore vengono cadenzati da una linea che segue la rarefazione dei segni.
Fontana è un autentico maestro nel saper estrapolare dalla confusa percezione oggettuale quei dettagli che, isolati dal contesto, assumono significati diversi.
Spesso di un surrealismo difficile da individuare tanto è giocato su relazioni sottili, le sue immagini colgono impercettibili scarti del reale, non conclamate destabilizzazioni, ma insinuanti interrogativi su ciò che davvero assorbiamo nella memoria visiva.