Fin dalla metà degli anni Settanta, Kris Ruhs ha sviluppato un approccio istintivo all’arte volendo superare la barriera tra scultura e pittura, astrazione e rappresentazione.
Forte della sua capacità nel tirar fuori il potenziale espressivo della struttura, della materia, del colore: piega, taglia, dipinge il ferro per creare forme e significati.
Il suo lavoro è una riflessione sugli aspetti esistenziali della vita, le apprensioni, l’ansietà urbana, l’isolamento ma anche la speranza.
12 aprile 1994 – 29 maggio 1994
Fin dalla metà degli anni Settanta, Kris Ruhs ha sviluppato un approccio istintivo all’arte volendo superare la barriera tra scultura e pittura, astrazione e rappresentazione.
Forte della sua capacità nel tirar fuori il potenziale espressivo della struttura, della materia, del colore: piega, taglia, dipinge il ferro per creare forme e significati.
Il suo lavoro è una riflessione sugli aspetti esistenziali della vita, le apprensioni, l’ansietà urbana, l’isolamento ma anche la speranza.