In mostra 60 immagini in bianco e nero del fotografo americano Keith Carter, realizzate prevalentemente negli ultimi 5 anni.
Il lavoro di Carter vuole disvelare la poetica del quotidiano, far affiorare il sublime il magico, attingendolo da frammenti e attimi di vita normale: paesaggi, bambini, oggetti, persone, architetture, animali.
Carter sceglie per dare vita a questo processo alchemico il quotidiano epurato da valenze anacronistiche, descrittive, accidentali; è un quotidiano che si afferma per la sua semplicità assoluta ed estrema, e proprio in virtù di tale semplicità può fungere da tramite per una realtà trascendente.
Carter rende sensibile una magia che non ha nulla di esoterico o misterioso; è una magia umana e universale e risiede nella capacità di guardare al mondo reale, al mondo ordinario, in modo tale da percepirlo come straordinario, come se non l’avessimo mai visto prima.
29 maggio 2002 – 23 giugno 2002
In mostra 60 immagini in bianco e nero del fotografo americano Keith Carter, realizzate prevalentemente negli ultimi 5 anni.
Il lavoro di Carter vuole disvelare la poetica del quotidiano, far affiorare il sublime il magico, attingendolo da frammenti e attimi di vita normale: paesaggi, bambini, oggetti, persone, architetture, animali.
Carter sceglie per dare vita a questo processo alchemico il quotidiano epurato da valenze anacronistiche, descrittive, accidentali; è un quotidiano che si afferma per la sua semplicità assoluta ed estrema, e proprio in virtù di tale semplicità può fungere da tramite per una realtà trascendente.
Carter rende sensibile una magia che non ha nulla di esoterico o misterioso; è una magia umana e universale e risiede nella capacità di guardare al mondo reale, al mondo ordinario, in modo tale da percepirlo come straordinario, come se non l’avessimo mai visto prima.