Da venerdì 27 febbraio a domenica 1 marzo 2026, via Bovisasca 87
In questa installazione, Kris Ruhs offre con sottile consapevolezza un modo per rallentare l’impulso intenso verso la velocità e la precisione che pervade il nostro mondo.
Una volta entrati, il labirinto diventa un passaggio: dal cubo tridimensionale del mondo misurabile verso le dimensioni instabili del quantico e del macro, da percorrere con attenzione, attraverso l’osservazione minuziosa dei processi che ci circondano.
Nel vedere la luce attraversare l’opera e nel percepire il nostro movimento al suo interno, siamo invitati a rallentare, a sostare, a osservare le trasformazioni. Un rallentamento che conduce naturalmente a un altro rallentamento ancora: quello del movimento stesso, del tempo.
Costruito con 143 pannelli di ferro forgiato a mano, il labirinto genera un ambiente unico, un luogo in cui ritirarsi con serenità dalla spinta incessante e accelerata della vita contemporanea, per contemplare il flusso continuo di energia nel quale viviamo, ci muoviamo ed esistiamo. La mostra si dispiega come uno spazio di respiro, un territorio in cui materia, gesto e tempo convergono. Il labirinto diventa ritmo; il ritmo diventa un modo di essere, e l’essere, infine, si manifesta come un silenzioso atto di resistenza. Qui non c’è una fine, né un risultato da raggiungere. Il labirinto afferma semplicemente che l’atto di attraversare lo spazio con attenzione ci permette di creare il nostro tempo e il nostro spazio, e una nuova relazione con entrambi.
in mostra
da venerdì 27 febbraio a domenica 1 marzo
dalle 12 alle 20
rsvp
In questa installazione, Kris Ruhs offre con sottile consapevolezza un modo per rallentare l’impulso intenso verso la velocità e la precisione che pervade il nostro mondo.
Una volta entrati, il labirinto diventa un passaggio: dal cubo tridimensionale del mondo misurabile verso le dimensioni instabili del quantico e del macro, da percorrere con attenzione, attraverso l’osservazione minuziosa dei processi che ci circondano.
Nel vedere la luce attraversare l’opera e nel percepire il nostro movimento al suo interno, siamo invitati a rallentare, a sostare, a osservare le trasformazioni. Un rallentamento che conduce naturalmente a un altro rallentamento ancora: quello del movimento stesso, del tempo.
Costruito con 143 pannelli di ferro forgiato a mano, il labirinto genera un ambiente unico, un luogo in cui ritirarsi con serenità dalla spinta incessante e accelerata della vita contemporanea, per contemplare il flusso continuo di energia nel quale viviamo, ci muoviamo ed esistiamo. La mostra si dispiega come uno spazio di respiro, un territorio in cui materia, gesto e tempo convergono. Il labirinto diventa ritmo; il ritmo diventa un modo di essere, e l’essere, infine, si manifesta come un silenzioso atto di resistenza. Qui non c’è una fine, né un risultato da raggiungere. Il labirinto afferma semplicemente che l’atto di attraversare lo spazio con attenzione ci permette di creare il nostro tempo e il nostro spazio, e una nuova relazione con entrambi.
in mostra
da venerdì 27 febbraio a domenica 1 marzo
dalle 12 alle 20
rsvp