Le migliaia di ritratti realizzati da Seydou Keita costituiscono una testimonianza eccezionale della società maliana tra la fine degli anni ’40 e gli inizi degli anni ’60. Sono fotografie divenute, al di là dell’interesse sociologico, l’incontestabile opera di inganni, eccentricità ed illusioni, che conferisce loro un carattere obiettivo e una dimensione atemporale.
Seydou Keita ha intuitivamente inventato o reinventato il ritratto attraverso la ricerca di una precisione estrema, collocandosi naturalmente nella storia della fotografia mondiale.
L’importanza delle opere di Seydou Keita resta incontestabilmente nel numero – più di 3000 – e nella qualità dei negativi prodotti. Egli è un “mistico della fotografia” che assimila rapidamente tutte le tecniche fotografiche, ed è questo misticismo che lo spinge a ritrarre con ostinazione e senza cambiare punto di vista, la gente di Bamako. Giovani e vecchi, ricchi e poveri, soldati e guardie repubblicane, tutti in posa con il solo desiderio di vedere la loro immagine fissata in un supporto speciale come la “photo”.
1 luglio 1998 – 2 agosto 1998
Le migliaia di ritratti realizzati da Seydou Keita costituiscono una testimonianza eccezionale della società maliana tra la fine degli anni ’40 e gli inizi degli anni ’60. Sono fotografie divenute, al di là dell’interesse sociologico, l’incontestabile opera di inganni, eccentricità ed illusioni, che conferisce loro un carattere obiettivo e una dimensione atemporale.
Seydou Keita ha intuitivamente inventato o reinventato il ritratto attraverso la ricerca di una precisione estrema, collocandosi naturalmente nella storia della fotografia mondiale.
L’importanza delle opere di Seydou Keita resta incontestabilmente nel numero – più di 3000 – e nella qualità dei negativi prodotti. Egli è un “mistico della fotografia” che assimila rapidamente tutte le tecniche fotografiche, ed è questo misticismo che lo spinge a ritrarre con ostinazione e senza cambiare punto di vista, la gente di Bamako. Giovani e vecchi, ricchi e poveri, soldati e guardie repubblicane, tutti in posa con il solo desiderio di vedere la loro immagine fissata in un supporto speciale come la “photo”.